La natura nella sua meravigliosa potenza creatrice, ha origine con il ciclo dell’acqua e l’acqua dalla nuvola generante e generata, scende sulla terra, confluisce al mare, evapora, ridiventa nuvola, che rinnova ancora l’acqua e così facendo il ciclo si chiude e riinizia senza posa. La tensione superficiale che di per se stessa creerebbe una sfera perfetta, nel rilascio crea una turbolenza, una vergenza, che porta a cambiare la forma in quella che noi conosciamo.

Questa produce nell’artista un ricordo archetipo, che riconduce alle sembianze femminili anche esse feconde. In queste, distinguibili, si avverte la commistione tra naturalismo assoluto e biologico.
Infatti guardando attentamente le opere di Bugiotti , si scoprono forme antropizzanti e geometriche che ad un primo sguardo possono sembrare solo simboliste, ma invece sono assolutamente concrete, tangibili, riempiendo lo spazio con naturalezza ed armonia. L’antropomorfismo riconoscibile diventa palese nello scorgere figure assolutamente umane-femminili come l’ombelico ed un accenno di grembo materno.

Bugiotti concependo le sue opere crea una perfetta fusione tra materiali, che a prima vista hanno caratteristiche inconciliabili, come il calore del legno, la freddezza del marmo, e la forza dell’acciaio, materiale duro per antonomasia, ma che grazie alla sua impareggiabile maestria, nelle sue mani ha parvenza quasi liquida. Nell’utilizzo del marmo di Orosei e la radica di olivastro, Bugiotti celebra la sua terra di adozione: la Sardegna.
Non tragga in inganno la semplicità estetica poiché essa è il raggiungimento di molteplici concetti i quali anche se complessi, il Bugiotti rende semplici riassumendoli in una “forma universale”. Il suo lavoro, oltre allo studio scultorico ortodosso, evidenzia una profonda testimonianza concettuale palesante il riconoscimento e la rappresentazione del tempo in cui vive. Nelle sua scultura si scorgono elementi contemporanei, attuali, sociali e di denuncia che rendono tutto il suo operato di grande e multiforme valenza.

Giovanni Corbia, curatore d’arte